La malattia di Parkinson: le terapie attuali


Terapie complementari.

Nella maggior parte dei casi, il neurologo prescrive solo la terapia farmacologica che ritiene la più opportuna per il paziente considerato. Convinto che la gestione del problema della dopamina mancante costituisce l'elemento fondamentale della cura, non prende in considerazione le possibilità offerte dalle numerosi terapie complementari. Se lo fa, per fare piacere al paziente, lo fa generalmente senza convinzione.

Oltre ai farmaci, il neurologo si limita talvolta a prescrivere alcune sedute di kinesiterapia.

Sono i pazienti stessi che, nella speranza di migliorare la loro qualità della vita, prendono l'iniziativa di informarsi e di affidarsi a terapeuti specializzati in terapie complementari e/o alternative.

Spesso lo fanno senza parlarne con il loro medico o il loro neurologo.

Questa situazione presenta diversi inconvenIenti. La maggioranza dei pazienti non ha una visione d'insieme che gli permette di scegliere la o le terapie più convenienti per il suo caso personale. Il paziente può essere mal informato e indirizzarsi a specialisti poco competenti. Può anche cadere nelle mani di veri ciarlatani.

Certe terapie, perfettamente valide per altre patologie possono non essere efficaci per la malattia di Parkinson.

Esistono ad esempio sul mercato CD di musicoterapica, venduti per favorire il rilassamento, che fanno tremare un parkinsoniano. Certi insegnanti di Tai Chi, che no conoscono la malattia di Parkinson, provocano crampi acuti ai loro allievi.

In tutti questi tentativi improvvisati, i malati possono essere fortunati e ottenere dei risultati positivi, ma possono anche essere delusi ed abbandonare una via che avrebbe potuto migliorare la loro qualità della vita.

E' auspicabile selezionare un certo numero di terapie complementari che offrono le più alte probabilità di successo per la malattia di Parkinson, studiare gli adattamenti utili per aumentarne l'efficacia ed orientare i pazienti nella direzione giusta.