Le terapie

( Paolo o6.01.07. Revisione luglio 2008)
Terapia attuale.
Terapia farmacologica.
(Paolo . Revisione 07.07.2008)

Attualmente la terapia farmacologica è l’unica ad essere utilizzata su larga scala.
E’ basata principalmente sull'utilizzo della Levodopa (precursore della Dopamina) e di altre molecole che agiscono sull'efficacia della Levodopa o sul suo tempo di azione e di conservazione.
I dopaminoagonisti "mimano" l'effetto della dopamina a livello del sistema nervoso centrale.
Altri farmaci tendono a ristabilire l'equilibrio perturbato tra vari neurotrasmettitori.
Altri riducono l'azione di certi enzimi che degradano la dopamina.
Ogni paziente reagisce singolarmente ai farmaci in positivo o in negativo: un farmaco può attenuare il tremore di un paziente ed aumentarlo in un altro.

Anche se ha una efficacia indiscutibile, sfortunatamente la terapia farmacologica:

  • Non guarisce la malattia
  • Non ha effetto su tutti malati
  • Attenua solo certi sintomi considerati i più importanti
  • Procura a medio e lungo termine effetti collaterali indesiderati
  • Nella maggior parte dei casi non assicura ai pazienti una qualità di vita soddisfacente e in certi casi aggrava la maggior parte dei sintomi secondari
  • Condanna il paziente a prendere farmaci costosi per tutta la vita

Dopo un certo tempo, tutti i farmaci utilizzati normalmente per la terapia presentano effetti collaterali indesiderati che a loro volta danneggiano vari organi e diverse funzioni vitali:

  • L'apparato gastroenterico
  • il sistema nervoso
  • l'apparato respiratorio
  • l'apparato cardiovascolare
  • sistema sensitivo e propriocettivo

L’evoluzione della malattia provoca la necessità di introdurre altri farmaci per curare questi effetti secondari.
A poco a poco l’insieme dell’equilibrio biochimico dell’organismo viene perturbato e si osserva una lenta intossicazione.

Nelle prescrizioni, la scelta dei farmaci, il dosaggio e gli orari di presa delle singole dosi non sono sempre ottimali. Uno studio più approfondito dovrebbe permettere di migliorare l’efficacia anche con una riduzione delle dosi.

Effetto placebo.
L’effetto Placebo è l’efficacia terapeutica ottenuta con la cura di un paziente con un prodotto che non contiene nessun principio attivo e non ha un effetto specifico sulla malattia da curare
Tutte le malattie sono sensibili all’effetto placebo ma l’intensità dell’effetto è molto
differente da una malattia all’altra. L’utilizzo del placebo ha un effetto solo su circa
30% dei pazienti. L’efficacia è particolarmente importante contro i dolori e quando il paziente soffre di ansia e di depressione, condizioni queste frequenti nelle persone con la malattia di Parkinson.
L’effetto placebo è più efficace se il paziente è convinto che riceve un farmaco reale, con efficacia riconosciuta. L’attesa ed il convincimento del paziente sono alla base dell’effetto che comprende una forte componente psicologica.
Ma l’effetto placebo non è solo psicologico. Le tecniche di visualizzazione dei fenomeni nel cervello hanno dimostrato che l’effetto placebo corrisponde a modifiche specifiche in diverse aree cerebrali.

La malattia di Parkinson è particolarmente sensibile all’effetto placebo come è stato dimostrato da numerosi protocolli terapeutici “randomizzati”.
Questa osservazione permette di sperare che l’applicazione della psicoterapia, di diverse terapie spirituali, o della meditazione possa offrire possibilità concrete per migliorare la qualità della vita di persone con la malattia di Parkinson.
L’immaginazione del paziente può provocare nel corpo fenomeni simili a quelli attivati dai farmaci
L’efficacia dei farmaci utilizzati nella terapia farmacologica anti-Partkinson varia molto da un paziente all’altro. Come per il placebo, l’effetto varia con l’attesa ed il convincimento del paziente. Si può pensare che una parte dell’efficacia dei farmaci attuali sia da attribuire ad un effetto placebo.
E’ probabilmente il caso nel periodo subito dopo la diagnosi..

Alcuni medici integrano l’effetto placebo alle loro prescrizioni , per limitare le dosi di
Levodopa, o di antidolorifici e antidepressivi. Anche la fiducia nel medico gioca un ruolo importante.

Altre terapie.
In alternativa alla terapia farmacologica esiste l'elettrostimolazione nel cervello (DBS) ma questa terapia è applicabile solo ad una piccola percentuale di pazienti.
Anche se in certi casi i risultati sono straordinari, questa terapia non è priva di inconvenienti.
Molti elettrostimolati soffrono di disartria più o meno grave. La necessità di frequente regolazioni disturba la serenità di molti.
Molti studi sono concentrati sull’impianto di cellule staminali e sugli aspetti genetici della malattia, ma i risultati positivi eventuali tarderanno ad arrivare e quindi l’utilizzo su larga scala richiederà ancora molto tempo.

Terapie complementari
Nella maggior parte dei casi, il neurologo prescrive solo la terapia farmacologica che ritiene la più opportuna per il paziente considerato. Convinto che la gestione del problema della dopamina mancante costituisce l’elemento fondamentale della cura, non prende in considerazione le possibilità offerte dalle numerosi terapie complementari. Se lo fa, per fare piacere al paziente, lo fa generalmente senza convinzione.
Oltre ai farmaci, il neurologo si limita talvolta a prescrivere alcune sedute di kinesiterapia.

Sono i pazienti stessi che, nella speranza di migliorare la loro qualità della vita, prendono l’iniziativa di informarsi e di affidarsi a terapeuti specializzati in terapie complementari e/o alternative.
Spesso lo fanno senza parlarne con il loro medico o il loro neurologo.
Questa situazione presenta diversi inconvenIenti. La maggioranza dei pazienti non ha una visione d’insieme che gli permette di scegliere la o le terapie più convenienti per il suo caso personale. Il paziente può essere mal informato e indirizzarsi a specialisti poco competenti. Può anche cadere nelle mani di veri ciarlatani.
Certe terapie, perfettamente valide per altre patologie possono non essere efficaci per la malattia di Parkinson.
Esistono ad esempio sul mercato CD di musicoterapica, venduti per favorire il rilassamento, che provocano il tremore di un parkinsoniano. Certi insegnanti di Tai Chi, che no conoscono la malattia di Parkinson, provocano crampi acuti ai loro allievi.
In tutti questi tentativi improvvisati, i malati possono essere fortunati e ottenere dei risultati positivi, ma possono anche essere delusi ed abbandonare una via che avrebbe potuto migliorare la loro qualità della vita.
E’ auspicabile selezionare un certo numero di terapie complementari che offrono le più alte probabilità di successo per la malattia di Parkinson, studiare gli adattamenti utili per aumentarne l’efficacia ed orientare i pazienti nella direzione giusta.

Terapie complementari esistenti.
Esistono numerosi terapie fisiche e psicologiche sviluppate per il mantenimento della salute, per la preparazione all’attività sportiva, per curare numerosi patologie o per la riabilitazione dopo incidenti, traumi, interventi chirurgici o dopo lunga degenza, che possono essere utilizzate per migliorare la qualità della vita delle persone con la malattia di Parkinson.
Molti pazienti sono delusi nelle loro speranze. Si rendono conto che, anche se rimane indispensabile, la terapia farmacologia non dà intera soddisfazione e presenta troppi effetti collaterali. Di propria iniziativa, senza parlarne con il loro medico o il loro neurologo, fanno tentativi con certe terapie complementari scelte senza una conoscenza sufficiente del problema. Certi ottengono buoni risultati, altri sono delusi e hanno solo perso tempo e denaro.
Esistono anche terapie fasulle, che non hanno nessuna base scientifica e non sono appoggiate da nessuna esperienza pratica durevole. Sono da sconsigliare ai pazienti.
E’ auspicabile orientare i pazienti per selezionare le terapie più adatte a loro, e per evitare di lasciarli in mano di ciarlatani sarebbe inoltre utile adattare certe terapie selezionate alle particolarità della malattia di Parkinson.

A parte le terapie di “Auto-riabiiitazione” numerose sono le terapie complementari che possono essere prese in considerazione.
Esistono metodi terapeutici che inglobano l’insieme della persona, in una visione olistica e che raggruppano diverse funzioni, ad esempio:

  • MTC Medicina tradizionale cinese
  • Medicina Ayurvedica

Terapie con mezzi fisici:“Curare con mezzi fisici”

  • Idroterapia
  • Idromassaggi
  • Bagni termali
  • Fango terapia
  • Infrasuoni
  • Ultrasuoni
  • Musico-terapia (Utilizzo di onde sonori)
  • Vibro terapia (Utilizzo di vibrazioni)
  • Pressoterapia
  • Magnetoterapia
  • Elettro-stimolazione(TENS)
  • Ionoforesi
  • Biofeedback
  • Moxibustione

Terapie del movimento:

  • Kinesiterapia (Movimenti attivi o passivi)
  • Ginnastica di riabilitazione
  • Riabilitazione posturale Metodo Mézières)
  • Metodo Alexander
  • Metodo Feldenkrais
  • Danza
  • Tai Chi

Terapie con manipolazione:“Curare con le mani”
Esistono varie terapie che consistono nella manipolazione da parte di uno terapista di diverse parti del corpo del paziente, che mantiene un atteggiamento passivo.
Esempi:

  • Kinesiterapia
  • Massaggi
  • Massaggi nell’acqua
  • Digitopressione
  • Shiatsu
  • Riflessologia
  • Agopuntura
  • Chiropratica
  • Osteopatia
  • Drenaggi linfatici

Terapia occupazionale. Ergoterapia:“Curarsi con la propria attività”

  • “hobby”
  • Lavori manuali
  • Disegno, pittura, scultura
  • Ceramica
  • Terapia delle arti figurative
  • Teatro
  • Mimo
  • Modellismo
  • Collezionismo
  • Fotografia
  • Computer,informatica
  • Giardinaggio
  • Manutenzione in casa
  • Giochi vari

Terapie con sostanze naturali:“Curarsi con le erbe o con sostanze minerali”

  • Fitoterapia (Erboristeria)
  • Aromaterapia
  • Omeopatia
  • Fiori di Bach
  • Sali di Schüssler
  • Farmacologia cinese
  • Farmacologia Ayurvedica
  • Farmacologia amazonica

Terapie di tipo psicologico: “Curarsi con la mente”

  • Psicoterapia
  • Ipnositerapia
  • Autosuggestione
  • Training autogeno
  • Sofrologia
  • Sviluppo delle relazioni sociali
  • Gruppi d’incontro e autosostegno

Terapie di tipo spirituale “curarsi con lo spirito”

  • Tecniche di meditazione
  • Zen
  • Yoga
  • Medicina Ayurvedica
  • Antroposofia
  • Tecniche spirituali e/o trascendentali