|
Abstract
La maggior parte della gente non sfrutta completamente la propria capacità
respiratoria e respira troppo superficialmente. E’ quasi sempre
il caso di persone con la malattia di Parkinson. Per un certo numero di
parkinsoniani questo problema è presente sia di notte che durante
il giorno.
Durante la notte i disturbi del sonno possono essere provocati da episodi
più o meno frequenti di apnea o di ipopnea.
La respirazione superficiale provoca diverse conseguenze che contribuiscono
alle cause ed all’evoluzione della malattia:
- Ossigenazione irregolare e temporaneamente insufficiente delle cellule
in generale e del cervello in particolare.
- Insufficiente protezione contro l’ingresso di agenti patogeni
esterni.
- Insufficiente movimento del diaframma con le seguenti conseguenze:
- Mancanza
del benefico effetto di massaggio procurato dalla respirazione diaframmatica
in tutto il corpo, giorno e notte.
-
Cattiva circolazione linfatica , con insufficiente eliminazione degli
scarti del metabolismo e delle tossine di origine varie.
- Indebolimento
del sistema immunitario
-
Perturbazione degli scambi attraverso le membrane delle cellule, per
diminuzione dei movimenti del liquido interstiziale e attenuazione delle
onde di pressione. Cattiva respirazione cellulare.
-
Scarso movimento delle viscere e tendenza alla stitichezza.
-
Disturbi della fonazione. Alterazione della parole. Disartria.
-
Perturbazione del sonno notturno provocati da episodi più o meno
frequenti di apnea o di ipopnea.
Nella
malattia di Parkinson, la respirazione è influenzata da una parte
dalle posture che tendono a ridurre il volume della gabbia toracica (per
inclinazione del tronco, spostamento della testa e delle spalle in avanti
e per compressione dell’addome).
D’altra parte la respirazione è sotto l’influenza di
fattori emotivi.
Una certa percentuale di pazienti presenta episodi di apnea e di ipopnea
nel sonno, anche se non sempre ne sono coscienti.
La respirazione è superficiale, il rinnovamento della giusta proporzione
di ossigeno nei polmoni e l’eliminazione del CO2 non sono più
assicurate correttamente, ne segue un insufficiente ossigenazione del
sangue e di tutto l’organismo.
La respirazione superficiale rallenta la circolazione linfatica con la
conseguenza di una incompleta eliminazione delle tossine e scorie di origine
esterna o endogeni. Il corpo è lentamente “intossicato”
e iI sistema immunitario diventa così meno efficace.
La respirazione poco efficace gioca anche un ruolo determinante nella
disartria che interessa una certa percentuale di pazienti.
Esistono diverse terapie di riabilitazione respiratoria. Diverse sono
combinate con la riabilitazione posturale, altre sono associate al rilassamento
o al movimento lento di tutto il corpo.
Esempi:
- Yoga
- Tai Chi
|