| (Paolo, dicembre 2006) (Revisione luglio
2008)
(Anno di nascita:1930; diagnosi della malattia di Parkinson 1997)
Abstract.
L’esame delle mie sensazioni, le esperienze di altri malati, le
misure del mio tremore e la mia interpretazione personale delle informazioni
trovati nella letteratura scientifica mi hanno portato a tentare di formulare
un’ipotesi sulle cause e sul meccanismo del tremore parkinsoniano.
Il tremore è un’oscillazione di piccola ampiezza intorno
ad una postura che dovrebbe essere stabile.La sua causa deve dunque essere
ricercata nel cattivo funzionamento dei circuiti di asservimento che assicurano
la stabilità posturale.
Per garantire la stabilità posturale il sistema nervoso centrale
utilizza, in tempo reale, le informazioni che riceve in continuo dagli
organi sensitivi della vista, del sistema vestibolare e del sistema propriocettivo
e della sensibilità cutanea.
Per le regolazioni di precisione della postura e per evitare piccolo movimenti
involontari sono le informazioni fornite dai captatori propriocettivo
situati nei muscoli, nelle articolazioni e nella pelle che sono le più
importanti.
Si può dunque formulare l’ipotesi che il tremore è
causato da una deficienza del sistema propriocettivo e non da una cattiva
trasmissione dei comandi motori dal cervello ai muscoli interessati, perturbata
dalla mancanza di dopamina.
Il tremore può dunque essere provocato da:
- Cattivo funzionamento dei ricettori propriocettivi
- Cattiva trasmissione delle informazioni tra questi ricettori ed il sistema
nervoso centrale
- Cattiva interpretazione da parte del cervello delle informazioni provenienti
dalla periferia.
Diversi studi fatti sull’invecchiamento e nel campo delle riabilitazioni
dimostrano che il sistema propriocettivo perde la sua efficienza con l’invecchiamento
soprattutto a causa della mancanza di esercizio fisico regolare.
Sintomi premonitori
Già alcuni anni prima della diagnosi della malattia di Parkinson
avevo notato alcuni episodi sporadici di tremore della mano e del braccio
sinistro ma niente di allarmante che avrebbe potuto giustificare una visita
da un medico.
Gli episodi erano più frequenti quando, in posizione seduta, avevo
la mano appoggiata sul tavolo. Nello stesso periodo avevo spesso difficoltà
a mangiare con la forchetta nella mano sinistra.
Attribuivo queste difficoltà da una parte alla fatica e allo stress
e d’altra parte come conseguenza di un intervento chirurgico per
una tendinite al dito medio della mano sinistra.
Questo intervento mi aveva lasciato frequenti dolori.
Un alternativa era pensare ad un semplice segno di invecchiamento precoce.
Poco prima della diagnosi della malattia di Parkinson nella primavera
1997, gli episodi di tremore erano un po’ più frequenti ma
non sono stati determinanti per la diagnosi.
Per il medico di campagna consultato era la mia deambulazione con il corpo
inclinato in avanti, con piccoli passi, il braccio sinistro pendente senza
bilanciamento, che costituiva il sintomo più caratteristico.
Dopo la prima fase della terapia farmacologica, con Levodopa (Madopar)
e in seguito con un Dopamine-Agonista (Nopar) gli episodi di tremore si
sono un po’ diradati e sono diventati di intensità e di durata
leggermente inferiore. (Effetto Placebo?) Ma questo miglioramento non
è durato molto tempo ed il tremore è tornato ad essere più
frequente ed intenso.
In seguito l’aggiunta o la sostituzione di diversi farmaci non ha
portato un miglioramento significativo su questo sintomo.
Ho deciso di studiare il fenomeno e di misurarlo.
Prime osservazioni
La maggior parte degli episodi di tremore si manifestava in posizione
seduta, con la mano a riposo appoggiata al tavolo sul mignolo.
Il tremore si manifesta come un oscillazione angolare periodica, di rotazione
attorno alla linea di appoggio. Il punto di vibrazione con il massimo
di ampiezza è il punto più alto, più lontano dalla
linea di appoggio, cioè all’inizio dell’articolazione
dell’indice.
Durante l’estate 2000 il tremore mi ha disturbato sempre di più
e ho cominciato a concentrarmi sulle mie sensazioni soggettive e ho fatto
le seguenti osservazioni:
- Dopo il risveglio, usualmente attorno alle ore 03:00, sono relativamente
tranquillo a letto. Dopo circa 10 o 30 minuti la mano sinistra appoggiata
sul materasso accanto al corpo comincia a tremare; se non cambio posizione
il tremore aumenta fino ad un massimo relativamente stabile. Dopo un po’
di tempo la situazione diventa insopportabile e devo alzarmi per ritrovare
la calma.
- Nella posizione indicata il tremore si manifesta come un movimento vibratorio
trasversale del braccio con un ampiezza massima alla mano ed un ampiezza
minima alla spalla.
Non ho osservato una flessione significativa la gomito. Se sdraiato sulla
schiena ,appoggio la mano sinistra sull’addome con il gomito piegato
all’incirca a 90 gradi, il tremore si manifesta prima e diventa
più intenso.
La parte superiore della mano vibra più forte che la parte appoggiata.
Osservo una rotazione dell’avambraccio attorno al suo asse ed una
leggera variazione dell’angolo al gomito. Il tremore si fa sentire
fino alla spalla ma con una intensità minore. Se non reagisco modificando
lo stato di tensione dei muscoli del braccio, il tremore non si ferma
e la situazione sempre più insopportabile mi obbliga ad alzarmi
per fermare il tremore.
- In posizione sdraiata sul dorso, posso calmare un po’ il tremore
della mano appoggiando fortemente la punta delle dita della mano sinistra
contro lo sterno (ho sperimentato questo metodo per la prima volta nel
tubo della Risonanza Magnetica durante un esame della mia colonna vertebrale)
- Un malato, in fase avanzata della malattia, mi ha insegnato la propria
strategia. Quando trema fortemente a letto in posizione sdraiata si alza
e si mette in posizione prona, pancia in giù, sul pavimento duro.
Nel mio letto molto duro senza rete o doghe flessibili e con un materasso
ortopedico molto duro, se mi metto in posizione prona il tremore cessa
quasi completamente, ma la posizione poco confortevole non può
essere mantenuta per molto tempo.
- In posizione seduta con il braccio piegato a 90 gradi e la mano sinistra
sostenuta con un cuscino morbido il tremore si manifesta molto rapidamente
nella sua forma più intensa.
- In una posizione determinata ho la sensazione che il valore massimo
del tremore è sempre lo stesso come se esistesse un fenomeno di
saturazione o un dispositivo di “fine corsa”
- Come nella posizione sdraiata, nella posizione seduta il tremore può
essere fortemente attenuato chiudendo il pugno con forza, meglio stringendo
una pinza, una palla da tennis o un cilindro. Sollevando la mano per compensare
la forza di gravità senza appoggio su un supporto si osserva anche
un certo miglioramento.
- L’altro metodo consiste nell’incrociare le dita delle due
mani come per pregare e di spingere una mano contro l’altra senza
piegare le dita.
- Un altro metodo insegnato da una terapista esperta in shiatsu consiste
nel pressare con il pollice della mano destra contro l’osso carpale,
dietro il medio della mano sinistra che trema.
- Soprattutto durante i primi anni della malattia di Parkinson mi era
spesso possibile di calmare il tremore con l’adozione di pensieri
positivi intensi ad esempio concentrando il pensiero su qualche cosa di
bello, come un magnifico panorama. Ma l’efficacia di questo metodo
tende a diminuire con l’evoluzione della malattia.
Eccitazione artificiale del tremore
Quando in un laboratorio si studia fenomeni vibratori complessi, si tenta
molto spesso di riprodurli con l’eccitazione artificiale perché
diventa più facile di separare i parametri e di ottenere risultati
di misura ben riproducibili.
Basandomi sulla mia esperienza professionale nel campo dello studio delle
vibrazioni, ho tentato di provocare, nei momenti di calma, un tremore,
il più simile possibile del tremore spontaneo.
Prima ho verificato che è relativamente facile “simulare”
volontariamente il tremore spontaneo. Se mi metto esattamente nella posizione
dove ho osservato il tremore da simulare, con le stesse condizioni di
appoggio e se mi sforzo di battere con la mano il più rapidamente
possibile nella giusta direzione, si provoca un tremore molto simile al
tremore reale, il che si può verificare con misure di frequenza
e di ampiezza. Si osserva che la frequenza del tremore parkinsoniani corrisponde
con una ottima approssimazione alla frequenza massima con la quale si
può battere con la mano nella stessa direzione (“tapping
frequency”).
D’altra parte ho verificato che il tremore del mio braccio e della
mano sinistra può essere molto facilmente eccitato anche nei momenti
di calma con una successione di impulsi acustici con una frequenza di
ripetizione uguale alla frequenza del tremore. La forma degli impulsi
non gioca un ruolo molto importante. Nello stesso modo una successione
di impulsi meccanici, elettrici o elettromagnetici alla stessa frequenza
può scatenare il tremore. L’eccitazione artificiale può
essere applicata su qualsiasi parte del corpo ed è sempre la mano
sinistra che trema di più.
Certi CD di musica, venduti per il rilassamento, che contengono “onde
theta” eccitano ugualmente il tremore della mia mano sinistra. (Onde
Theta di frequenze tra 4 e 8 Hz ottenute con dei battimenti.)
Eccitazione psicologica del tremore
Nella maggior parte dei casi di tremore involontario la causa è
dovuta a fattori psicologici: Emozioni, imprevisti, contrattempi, difficoltà
impreviste nel lavoro in corso, insuccessi, suoneria del telefono, rumore
insolito, incontro con una persona poco conosciuta; possono tutte provocare
l’inizio del tremore.
Solo una minoranza dei casi di tremore coincide con l’”effetto
di fine dose” cioè con un minimo di disponibilità
di Dopamina.
Misura del tremore
In tutti i campi della scienza e della tecnologia quando si può
completare osservazione e sensazione soggettiva con misure fisiche obiettive,
si fa dei progressi nella conoscenza dei fenomeni e si sviluppano le possibilità
per influenzarli. E’ sorprendente osservare che la letteratura relativa
alla malattia di Parkinson contiene solo pochissimi risultati di misure
del tremore parkinsoniani. La maggior parte delle pubblicazioni contiene
solo informazioni non originali ma copiate da altre sorgenti. Disponendo
di una buona esperienza professionale della misura di vibrazioni, già
dall’inizio della mia malattia mi sono interessato a misurare il
mio tremore. Pensionato non disponendo di un laboratorio ben equipaggiato
dovevo trovare una soluzione economica con mezzi improvvisati. Ho così
comprato un computer personale, con una buona scheda audio, nell’idea
di utilizzare il convertitore analogico digitale di questa per effettuare
misure del tremore. Senza un trasduttore di vibrazione valido per ottenere
un segnale elettrico rappresentativo ho improvvisato dispositivi con il
metodi “fai-da-te” , basati sulla variazione di resistenza
di cellule fotoelettriche illuminate con una sorgente luminosa modulata
da uno schermo che vibra con il tremore. I primi risultati confermavano
la possibilità di utilizzare la scheda audio del computer come
strumento di misura.
In seguito ho utilizzato capsule di microfono ad elettrete molto economiche
come trasduttori di vibrazioni. Visti i risultati molto positivi ho completato
la mia attrezzatura con un accelerometro piezoelettrico.
Le misure più interessanti sono state effettuate con il seguente
materiale:
- Scheda audio Cretive Sound Blaster Platinum 5.1
- Accelerometro PCB Piezotronics, INC
Modello n° 333B32
Peso 4g
Ingombro circa 1 cm3
Sensibilità 104, 4 mVig
Campo di misura 50g
Frequenza di risonanza 500 kHz
- Condizionatore di segnali PCB Piezotronics
Modello n° 482°21
- Amplificatore a due canali AG001 costruito per questo
studio
Le misure e l’elaborazione dei risultati sono state fatte con software
del commercio, sviluppati per il trattamento della musica:
all’inizio Syntrillium Cool Edit 2000 e in seguito, dopo l’acquisizione
di Syntrillium da parte di Adobe: Adobe Audition.
Il segnale fornito dall’accelerometro è acquisito con una
frequenza di campionamento di 44100 Hz, secondo lo standard per i CD di
musica. In seguito la frequenza di campionamento è ridotta a 64
Hz, il segnale è elaborato con l’algoritmo FFT (Fast Fourier
Transform – Trasformazione rapida di Fourier)
Si determina la frequenza fondamentale, lo spettro e il valore efficace
medio (Average RMS Power).
Se si dispone di una possibilità di taratura si può esprimere
il risultato come livello di accelerazione: dB rif. 1 m/s2
Principali risultati di misura
Un grande numero di misure è stato effettuato durante il periodo
2001- 2002, tutti i valori di frequenza misurati erano compresi fra 5,3
e 5,8 Hz.
La media delle misure era di 5,6 Hz.
Per una posizione del corpo del paziente e condizioni di appoggio della
mano ben definiti le variazioni di frequenza sono di +/- 0.1 Hz.
Sono le condizioni di appoggio che possono far variare di più l’ampiezza
del tremore.
E l’impedenza meccanica del punto di appoggio della mano che è
determinante.
Il tremore non si manifesta in un'unica direzione ma contiene componenti
nelle tre direzioni con una direzione privilegiata.
Il tremore non è sinusoidale. La frequenza fondamentale F0 è
accompagnata da componenti armoniche principalmente 2F0 e 3 F0.
La mano che trema passa bruscamente da una posizione estrema all’altra
come se fosse limitata da ostacoli.
Evoluzione del tremore con l’età
e gli anni di malattia
Negli anni 2003-2006 la frequenza media del tremore della mia mano sinistra
si è progressivamente abbassata prima tra 5,2 e 5,4 Hz poi ulteriormente
tra 5,0 e 5,2 Hz.

Esempio di oscillogramma del tremore.

Esempio di spettro del tremore.
Mano sinistra Paolo.
Durante l’evoluzione della malattia è apparso
un nuovo modo di tremore con una frequenza di 4,2 Hz.che interessa tutto
il corpo incluso la parte destra, particolarmente la gamba. Spesso si
può osservare un battimento fra i due modi di tremare.
Nei primi anni della malattia il tremore era molto stabile in una direzione
principale ben determinata, con l’evoluzione della malattia e l’invecchiamento
il tremore della mano è diventato più caotico, con bruschi
cambiamenti della direzione principale.
All’inizio della malattia il tremore era essenzialmente del tipo
a riposo, dopo 8 anni capita che la mano non appoggiata comincia a tremare
durante un movimento, ad esempio quando avvicino un bicchiere alla bocca.
Sempre all’inizio il tremore della mano sinistra non era accompagnata
da dolori, poco a poco gli episodi di tremori hanno provocato dolori,
prima della zona della mano dove ero stato operato per una tendinite,
poi il dolore più forte si è manifestato nel palmo della
mano all’articolazione del medio sull’osso carpale.(Nello
stesso punto indicato dallo shiatsu per tentare di calmare il tremore.)
Negli episodi di tremore di una certa durata il dolore appare anche sotto
il braccio sinistro al livello dell’ascella.
Nel 2006 è apparso un fenomeno nuovo difficilmente spiegabile,
in un momento di calma senza tremore e senza ragione apparente che possa
scatenare, il tremore all’improvviso inizia, sempre più forte,
e pochi minuti dopo sento l’urgenza di scaricare l’intestino
sotto pressione. Il tremore sembra come un segno premonitore della necessità
di evacuare. (A titolo di curiosità si deve segnalare che i meridiani
del l’intestino crasso e dell’intestino tenue della Medicina
Tradizionale Cinese MTC si prolungano su tutta la lunghezza del braccio
fino alla mano.)
Micro-tremore
Anche in assenza di tremore percettibile è possibile misurare in
permanenza la presenza di un microtremore alla stessa frequenza del tremore
reale visibile e fastidioso.
Per questo tipo di misura ho improvvisato un dispositivo molto semplice
ed economico.
Una capsula di microfono ad elettrete è montata in un guscio di
cuffia per la protezione antirumore. Questo dispositivo è appoggiato
su un tavolo stabile con la guarnizione di tenuta a contatto con la superficie
del tavolo. Il paziente appoggia leggermente la mano da esaminare sul
dispositivo. Si registra il segnale microfonico con il computer e, dopo
il cambiamento della frequenza di campionamento a 128 o 64 Hz, si effettua
l’analisi FFT come nel caso dell’accelerometro. Si ottiene
uno spettro con un massimo alla frequenza del tremore, nel mio caso 5,1
Hz +/- 0,2 Hz.

Esempio di spettro di micro-tremore
Mano sinistra Paolo, in assenza di tremore percettibile
Ipotesi sulle cause del tremore.
Come per gli altri disturbi motori della malattia di Parkinson, la medicina
occidentale tende ad attribuire il tremore alla mancanza di Dopamina nel
cervello. L’evidente mancanza di correlazione tra gli episodi di
tremore e l’orario di assunzione dei farmaci dimostra che questa
spiegazione non è soddisfacente. D’altra parte occorre ricordare
che numerosi parkinsoniani, anche con una mancanza di Dopamina non tremano.
Sembra che l’interpretazione dovrebbe basarsi sul fatto che il tremore
è essenzialmente un difetto di funzionamento del sistema che assicura
la stabilità posturale. Questa stabilità non è semplicemente
assicurata da comandi precisi inviati dal cervello ai muscoli, ma richiede
la disponibilità e l’integrazione delle informazioni provenienti
dalla periferia e fornite dai sistemi visuale, vestibolare e propriocettivo.
Nel caso del tremore si può pensare che il principale responsabile
sia da ricercare in un cattivo funzionamento del sistema propriocettivo,
che chiude i circuiti di asservimento e assicura una regolazione fine
per il mantenimento stabile della postura.
In teoria si può pensare a tre tipi di cattivo funzionamento del
sistema:
- Insufficienza o cattiva qualità delle informazioni fornite in
permanenza dai recettori
propriocettivi
- Cattiva trasmissione di questi segnali verso il sistema nervoso centrale
- Cattiva interpretazioni di queste informazioni da parte del sistema
nervoso centrale
In realtà è probabile che ci sia una miscela di contributi
da parte dei tre difetti elencati.
Nelle condizioni di partenza prima del tremore la postura dovrebbe essere
stabile.
Ad un certo istante una causa qualunque come ad esempio l’effetto
della gravità o un’ emozione, un contatto inatteso, provoca
un movimento che allontana leggermente la mano dalla posizione voluta.
Il cervello non riceve dal sistema propriocettivo in tempo reale le informazioni
necessarie per ristabilire istantaneamente la postura voluta. Il movimento
continua per un istante e, quando il cervello se ne accorge, comanda una
correzione troppo forte che provoca un movimento esagerato nella direzione
opposta.
Si innesca così un fenomeno di oscillazione che si mantiene automaticamente,
fenomeno ben conosciuto nei sistemi di asservimento.
Si può pensare ad un circuito di asservimento con, in una direzione,
i segnali afferenti mandati dai captatori propriocettivi al midollo spinale
e nell’altra direzione i comandi motori trasmessi ai muscoli interessati.
Un tale circuito possiede una frequenza di risonanza che impone la frequenza
del tremore quando viene eccitata. Questa frequenza propria è sempre
presente e si ritrova nel microtremore in assenza del tremore percepibile.
Numerose persone anziane presentano disturbi motori che
hanno una certa somiglianza con i sintomi parkinsoniani. Anche se il tremore
essenziale è differente dal tremore parkinsoniani si può
probabilmente fare ragionamenti simili.
Certi specialisti che si occupano della riabilitazione delle persone anziane
pensano che questi disturbi motori sono dovuti ad una perdita di efficienza
del sistema propriocettivo che attribuiscono ad una mancanza di esercizio
fisico regolare e ad una tendenza alla sedentarietà.
Possibilità pratiche per attenuare il tremore
A parte i trucchi descritti nelle prime osservazione mi sento di poter
proporre i seguenti suggerimenti:
- In caso di tremore, non rimanere mai nella stessa posizione, alzarsi,
fare alcuni passi, cambiare sedile.
- Modificare le condizioni di appoggio della mano e del gomito.
- Scegliere un appoggio stabile e rigido.
- Effettuare un po’ di movimento con la mano ed il braccio che tremano.
- Sforzarsi di mettere sotto tensione i muscoli interessati.
- Stringere nella mano che trema una palla da tennis, un cilindro o un
altro oggetto.
- Scegliere una sedia con degli appoggi braccia confortevoli, abbastanza
larghi affinché il gomito possa appoggiarsi leggermente distanziato
dal busto, e abbastanza lunghi affinché tutta la mano sia sostenuta.
- Scegliere sedie con appoggia braccia con pomelli che permettono di appoggiare
il palmo della mano.
- Mettere un guanto sulla mano che trema.
- Diverse persone con la malattia di Parkinson riescono ad attenuare il
loro tremore portando occhiali verdi.
Il vento, causa di tremore.
Spesso ho osservato che tremo sensibilmente di più durante i giorni
di forte vento che durante i giorni di calma, in assenza di vento. Questa
sensibilità è aumentata con l’avanzamento della malattia
e con l’età.
Sarebbe interessante trovare una spiegazione a questo fenomeno. Ma nella
letteratura scientifica non ho trovato dati interessanti per soddisfare
la mia curiosità.
Il vento, fenomeno turbolente deve generare onde acustiche aleatorie,
caratteristiche della velocità del vento e degli ostacoli che incontra.
Con un microfono ad elettrete, (tipo microfono per computer) ed il software
Adobe Audition, ho misurato lo spettro di pressione acustica nel campo
degli infrasuoni, tra 0 e 20 Hz(con una frequenza di campionamento di
64 Hz).
Ho rilevato la presenza di infrasuoni tra 0 e 20 Hz, con un massimo tra
5 e 10 Hz.
Queste misure sono state effettuate nel mio studio, con la finestra chiusa
e quindi il microfono non esposto al vento.
La forma dello spettro misurato è praticamente indipendente dalla
direzione del vento e della sua velocità. Solo il livello di pressione
acustica cambia. Si osserva una differenza dell’ ordine di 40 dB
(Décibel) tra una leggera brezza ed un vento forte.
Gli infrasuoni provocati dal vento possono dunque eccitare il tremore
ai parkinsoniani.
Effetto di un guanto.
Dopo aver preso conoscenza di esperimenti fatti da altri malati con l’utilizzo
di fasce elastiche per attenuare certi sintomi ho tentato di attenuare
il tremore della mia mano sinistra con l’aiuto di tali fasce.
Ho ottenuto prima dei risultati discreti ma ho giudicato fastidioso le
frequenti operazioni di preparazione iniziale e di rimozione.
Ho tentato di sostituire la fascia elastica con un guanto, più
facile da indossare e togliere.
Quando sono seduto a tavola con la mano sinistra appoggiata sul tavolo,
per esempio nell’attesa di un pasto, dopo alcuni minuti di tranquillità,
la mia mano comincia a tremare sempre più forte fino al suo massimo.
Se indosso un guanto( di pelle con l’interno foderato di lana) l’effetto
non è immediato ma dopo alcuni minuti poco a poco il tremore si
attenua e sparisce.
Se metto subito il guanto al momento di mettermi a tavola a titolo “preventivo”
il tremore non inizia o solo molto raramente. Dopo questa osservazione
tengo sempre il mio guanto a disposizione e lo indosso appena mi siedo.
Spesso tremo fortemente quando ricevo una persona poco familiare. Anche
in questo caso se metto il mio guanto prima dell’arrivo di questa
persona tremo solo un poco o per niente. Occorre solo spiegare al visitatore
curioso il perché di questo guanto insolito.
Dato che io ho spesso le mani fredde penso che il guanto agisca con un
effetto isolante termico oltre ad un effetto meccanico. Con il guanto
la mia mano è meno fredda.
Si può pensare che il guanto migliora la trasmissione dei segnali
propriocettivi tra i ricettori della mano e del braccio e il sistema nervoso
centrale. Si restituisce così la normale efficienza del circuito
di asservimento che assicura la stabilità posturale del braccio
e della mano.
Dormo meglio e più a lungo se porto durante tutta la notte il mio
guanto sulla mano sinistra
Osservazione recente.
Quando ho sviluppato il mio sistema di massaggio con onde acustiche avevo
osservato che un massaggio con infrasuoni fra 3 e 8 Hz, cioè nel
campo delle frequenze delle onde theta, poteva eccitare la vescica e l’intestino
e provocare la necessità di urinari o evacuare escrementi o gas.
Una successione di impulsi con la frequenza del tremore tra 5 e 6 aveva
lo stesso effetto. Le viscere nell’addome presentano diversi modi
propri in questo campo di frequenze. Un massaggio con onde in questo campo
di frequenze permette dunque di lottare contro la stitichezza.
Recentemente ho osservato un nuovo fenomeno.
Talvolta, senza nessun motivo apparente e lontano dai momenti di fine
dose dei farmaci, il mio tremore inizia all’improvviso e diventa
sempre più forte.
Dopo pochi minuti sento la necessità di urinare o di scaricare
l’intestino. Devo evacuare qualche cosa ma non so a priori se si
tratta di urine, escrementi o di gas.
Il mio tremore si presenta dunque come un messaggio di avvertimento mandato
dal cervello enterico. I ricettori propriocettivo del sistema digestivo
inviano dunque informazioni al cervello, ma queste informazioni sono imprecise.
Terapia basata sull’educazione e la riabilitazione
del sistema propriocettivo
Se si ammette le ipotesi presentate, si può intravedere una via
terapeutica da utilizzare in complemento della terapia farmacologica.
Subito dopo la diagnosi della malattia di Parkinson il nuovo paziente
dovrebbe iniziare un programma di mantenimento del sistema propriocettivo,
basato sull’esercizio fisico regolare, e su abitudini di vita non
sedentarie.
Un tale programma dovrebbe comprendere esercizi di ginnastica propriocettivo
elaborato sulla base degli insegnamenti forniti dalla medicina sportiva
e della medicina di riabilitazione. Il programma dovrebbe prevedere diverse
varianti applicabile alle diverse fase della malattia.
Il programma dovrebbe contenere diverse varianti applicabili nelle diverse
fasi della malattia.
Ipotesi per una terapia fisica poco invasiva.
La stimolazione elettrica profonda nel cervello (DBS) permette, nei casi
di successo, di eliminare il tremore parkinsoniano. Si dispone solo di
ipotesi per spiegare il suo funzionamento.
Se si ritiene valida l’idea delle vibrazioni auto-eccitate, provocate
da una mancanza di efficienza del sistema propriocettivo, si può
pensare che gli impulsi inviati al cervello introducono un fattore di
smorzamento nei circuiti di asservimento.
Lo stimolatore DBS utilizza impulsi con frequenze nel campo delle onde
acustiche.
Le onde acustiche si propagano nel corpo umano più facilmente degli
impulsi elettrici.
Onde acustiche applicate all’esterno del corpo possono provocare
il tremore.
In uno spirito di “Brainstorming” si può pensare di
applicare all’esterno del cranio, in un punto scelto, una stimolazione
elettroacustica con una sequenza di impulsi con caratteristiche ben definite,
alla frequenza fondamentale del tremore, per ottenere un effetto simile
alla DBS.
Lo stimolatore dovrebbe contenere un trasduttore di tremore per mettere
in funzione il dispositivo quando il tremore raggiunge una certa soglia
ancora tollerabile(trigger). Ad ogni oscillazione un circuito elettronico
creerebbe un impulso di forma ed ampiezza determinata.
Con una linea di ritardo si rimanderebbe quest’impulso al cervello
in modo di farlo agire approssimativamente in opposizione di fase con
il tremore.
Tenuto conto dell’esperienza esistente nel campo
delle protesi contro la sordità, si può pensare che la zona
ottimale per applicare questa stimolazione potrebbe essere quella delle
mastoidi, dietro le orecchie.
La via di una tale stimolazione transcranica meriterebbe di essere studiata.
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