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(Paolo 06.01.07. Revisione luglio 2008)
Il problema della dieta è molto importante perché può
contribuire a migliorare la qualità della vita ed entro certi limiti
rallentare la progressione della malattia.
Senza conoscenza della malattia di Parkinson, i dietologi hanno tendenza
a trasferire senza precauzione la loro esperienza valida per altre patologie.
Occorre diffidare delle diete universali , validi per tutti ed in tutti
paesi.
Come per i farmaci e per le terapie complementari, ogni paziente reagisce
in modo proprio agli alimenti; per questo la dieta deve essere adattata
al paziente.
Si trovano troppe proposte di diete monotone e fastidiose, diete troppo
restrittive, diete con una contabilità pignola delle calorie e
delle proteine.
La maggioranza di queste diete agisce negativamente sul morale del malato
e favorisce la tendenza alla depressione.
La privazione del piacere di mangiare non ha nessuna virtù, e non
porta alcun beneficio terapeutico.
La dieta per il parkinsoniano deve:
- Rallentare l’invecchiamento
- Sostenere il morale
- Procurare piacere e gioia di vivere
- Diminuire la tendenza alla stitichezza
- Contribuire a mantenere un’atmosfera piacevole in famiglia
Per essere soddisfacente la dieta deve essere personalizzata in funzione
delle caratteristiche di ogni malato: personalità, specificità
della malattia, preferenze, ambiente.
Occorre utilizzare il buon senso e la fantasia ma nello stesso tempo è
opportuno stabilire alcune regole di comportamento.
- La dieta deve essere il più possibile diversificata
- Provare spesso nuove ricette
- Evitare il più possibile tutti i grassi di origine animale
- Limitare le proteine ed aumentare i carboidrati
- Consumare alimenti ricchi di fibre
- Mangiare e consumare molta frutta fresca di stagione di diversa tipologia
- Bere molto, soprattutto acqua
- Evitare gli eccessi ma permettersi ogni tanto uno strappo per la soddisfazione
personale
La piccola colazione è indispensabile e può essere scelta
in funzione delle proprie preferenze ma è necessario limitare le
proteine ed introdurre la frutta.
A pranzo è preferibile evitare le proteine e mangiare essenzialmente
carboidrati, verdura e frutta.
A cena concentrare le proteine, carne o pesce, con verdure e frutta.
A mezzogiorno e la sera accompagnare il pasto con un buon bicchiere di
vino rosso.
Come tendenza generale scegliere gli alimenti in funzione della loro presunta
influenza sull’invecchiamento.
Cibi sconsigliati, da evitare o almeno da limitare:
- Tutti gli alimenti ricchi di grassi di origine animale
- Cibi contenenti grassi vegetali idrogenati
- Carni di maiale grasse e tutte le carni grasse in generale
- Insaccati vari, mortadella, speck, hamburger grassi
- Burro e margarina. Grassi vegetali idrogenati.
- Cibi industrializzati con alto contenuto in additivi come ad esempio
conservanti e coloranti
Alimenti consigliati ai quali dare la preferenza:
- Cibi provenienti da coltivazioni o allevamenti “biologici”
- Cibi contenenti sostanze antiossidanti naturali
- Verdure a foglia verde: cavoli, cavolfiori, broccoli, spinaci
- Cipolle, aglio
- Frutta fresca in grande varietà. Frutta tropicale. Frutta secca.
- Pesci contenenti acidi grassi omega-3
- Sardine, sgombri, salmone
- Dare la preferenza a carni bianche e limitare la carne rossa
- Non dimenticare un bicchiere di buon vino rosso
- Utilizzare il cioccolato fondente amaro, ricco di cacao per combattere
l’ansia e la depressione.
Integratori
La recente evoluzione rapida dei metodi e condizione di allevamento di
animali domestici, l’evoluzione dei metodi di coltivazione, la perdita
di fertilità delle superfici coltivabili, l’impiego massiccio
di prodotti chimici in agricoltura, l’industrializzazione delle
catene alimentari hanno portato a un deterioramento incontrollabile dell’alimentazione
umana.
Non è più possibile affermare che una buona dieta ben diversificata
assicura una apporto sufficiente di vitamine, sali minerali, antiossidanti,oligoelementi.
I dati disponibili non sono aggiornati in continuazione ed i sofisticati
calcoli dei dietologi perdono sempre più la validità.
In queste condizioni diventa sempre più indispensabile integrare
la dieta con apporti supplementari di sostanze utili.
Numerose sostanze sono raccomandate per i parkinsoniani quali: vitamina
B2, vitamina C, vitamina E, vitamina D, magnesio, zinco, selenio, acidi
grassi omega-3(olio di pesce), glutathione, acido alfa lipoico, coenzima
Q10, NADH, estratti di papaia fermentata e di Mucuna pruriens, Aloe Vera,
Lapacho, curcuma (curry)..ecc..Acido alfa lipoico.
In attesa di disporre di linee direttrici valide per una scelta razionale
si può considerare questi apporti come parte integrante della dieta
e fare una scelta secondo gli stessi principi: per evitare carenze a lungo
termine, evitare la monotonia, diversificare il più possibile,
evitare le dose eccessive. Quindi si suggerisce di scegliere due o tre
integratori per un breve periodo e cambiare periodicamente per assicurare
una rotazione.
Le stesse linee direttrici sono applicabili a tutte le
persone sane che desiderano rimanere in buona salute. Occorre considerarle
come un fattore di prevenzione. Con un po’ di buon senso e fantasia
la dieta pensata per il malato può essere soddisfacente per tutta
la famiglia. Si evita così una forma spiacevole di emarginazione
del malato a tavola.
I fattori psicologici giocano un ruolo eccessivamente importante per il
malato con la malattia di Parkinson e per le persone che gli vivono vicino.
Un buona dieta deve essere servita in un buon ambiente.
L’arredamento, i complementi, l’illuminazione, l’aerazione,
tutto deve contribuire a rendere accogliente e confortevole il locale
dove la famiglia pranza o cena.
Il tavolo, i piatti e gli accessori devono contribuire alla gioia e all’armonia.
Alcuni fiori sul tavolo potrebbero essere benvenuti.
I cibi devono essere presentati in modo appetibile magari giocando con
i colori dei cibi.
Ogni membro della famiglia deve cercare di apportare un piccolo contributo
all’ambiente.
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