La malattia di Parkinson

(Paolo 06.01.07. Revisione luglio 2008)
La medicina occidentale ufficiale adotta generalmente una definizione per la malattia di Parkinson tipo la seguente:

La malattia di Parkinson è un disturbo del sistema nervoso centrale caratterizzato principalmente dalla degenerazione di neuroni nella sostanza nera, zona profonda del cervello. Questi neuroni hanno la funzione di provocare l’avviamento dei movimenti motori volontari e di assicurare il buon funzionamento dei movimenti automatici come il cammino.
Queste funzioni sono assicurate dalla produzione e la liberazione di Dopamina, neurotrasmettitore.
La loro degenerazione e la carenza di Dopamina che ne risulta, perturba il funzionamento del sistema nervoso extrapiramidale e provoca i vari sintomi motori, tipici della malattia: tremore, rigidità e lentezza dei movimenti (bradicinesia, acinesia).

Questa definizione è troppo semplificata e troppo limitativa.
La malattia di Parkinson non è solo una malattia neurologica.
La degenerazione di neuroni non è limitata e non comincia dal Locus Niger.
La malattia di Parkinson non è caratterizzata solo dai disturbi motori.
Numerosi aspetti della malattia vengono trascurati. Con questa definizione si tende a minimizzare le sofferenze dei pazienti e la loro insoddisfacente qualità della vita.
Questa semplificazione tende ad escludere certe linee di ricerca che permetterebbero di raggiungere progressi importanti e di sviluppare nuove terapie o terapie complementari.
Sulla base delle sue esperienze ed osservazioni personali, grazie alle testimonianze di un certo numero di pazienti e con un’ interpretazione personale di numerose pubblicazioni, Paolo suggerisce una definizione più aderente alla realtà.

Malattia degenerativa ad evoluzione progressiva caratterizzata da:
- Lenta degenerazione di neuroni in diverse zone del cervello.
Degenerazione del sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico
- Lenta perdita di efficienza della trasmissione degli ordini emessi dal cervello e destinati ai diversi organi del corpo.
- Perdita di efficienza del sistema sensoriale e del sistema propriocettivo con perturbazione delle informazioni trasmesse dai ricettori periferici al cervello
- Diminuzione di efficacia delle difese immunitarie
- Evoluzione progressiva nella direzione di una malattia auto-immune
- Perturbazione del sistema del sistema locomotore
- Estensione della malattia al sistema respiratorio, digestivo, circolatorio…
- Disturbi psichici.
- Aumento progressivo del numero dei sintomi secondari.
Una parte di questi fenomeni precede l’attacco al Locus Niger.

La malattia di Parkinson non è solo una malattia neurologica, ma colpisce tutto l’individuo, corpo e anima, fisiologicamente e psichicamente.
Diversi sintomi presentano una buona similitudine con quelli di patologie tipiche del invecchiamento . Questo permette di completare la definizione come segue:

La malattia di Parkinson :
Forma particolare di invecchiamento patologico, precoce e accelerato
provocato da:
- Eccesso di differenti fattori di stress (psicologici, fisici, chimici e/o biologici) il cui effetto globale oltrepassa i limiti di resistenza ed adattabilità del corpo umano.
- Perdita di efficacia del sistema immunitario dovuta a cattiva postura, cattiva respirazione, intossicazione.
- Aggressione da un agente patogeno esterno.

(In questa definizione occorre considerare l’invecchiamento come l’insieme dei fenomeni che alterano progressivamente le cellule dell’organismo.)