| (Paolo 13.11.2007. Revisione 03.07.2008)
Per la medicina occidentale ufficiale, la causa della
malattia di Parkinson è sconosciuta.
Pochi progetti di ricerca sono orientati a cercare l’origine della
malattia. Una parte delle ricerche effettuate in questa direzione rimangono
senza conclusione perché l’ipotesi di partenza era errata,
cercando di giustificare la malattia con una solo causa. Per ogni eventuale
singola causa studiata, si trovava facilmente numerosi esempi di pazienti
che non rispondevano all’ipotesi troppo ristretta formulata.
Diversi studi originali di valore sono stati effettuati nella giusta direzione,
ma non sono stati abbastanza diffusi e valorizzati.
Manca ancora una metodologia veramente valida per lo studio delle malattie
croniche.
Nella situazione attuale, ci si deve accontentare di formulare ipotesi
e di studiare caso per caso, su singoli pazienti selezionati, la probabilità
della loro validità.
L’ipotesi di base di Paolo è la seguente:
La malattia di Parkinson non è dovuta ad una causa
unica, ma ad un insieme di diverse cause che agiscono sull’individuo,
parzialmente simultaneamente in parallelo, e parzialmente in modo sequenziale
Esistono probabilmente diversi fenomeni che agiscono simultaneamente
in proporzione variabile. Questo può spiegare in parte le differenze
rilevate tra i pazienti.
La nostra civilizzazione ci ha portato una vita più semplice da
certi punti di vista, confort, divertimenti, agio, facilità di
comunicazione, informazione ecc.. ma comporta effetti nocivi sulla nostra
salute.
Alcune malattie che si manifestano sempre più spesso, in particolare
in persone ancora giovani, possono essere considerate come vere “malattie
di civilizzazione” anche se esistevano già precedentemente
ma si manifestano con una frequenza molto più limitata.
Siamo sempre più esposti a tutta una serie di aggressioni di natura
fisica, chimica, biologica, psicologica, contro le quali il nostro corpo
non è preparato a difendersi.
Le cause probabili sono:
- Eccesso di fattori di stress fisici, chimici, biologici e psicologici,
in intensità ed in durata(in particolare fattori psicologici)
- Ansia e tendenza alla depressione
- Esposizione sempre più sistematica a tossine varie, attraverso
l’alimentazione o per esposizione nell’ambiente inquinato.
- Infezione anche allo stato latente,.(probabile conseguenza di una malattia
di infanzia), in una delle zone più fragili (bulbo olfattivo ed
intestino tenue)
- Cattiva respirazione, dunque ossigenazione irregolare, e movimento insufficiente
del diaframma, con diminuzione dell’effetto di massaggio in tutto
il corpo e rallentamento della circolazione linfatica.
- Movimento insufficiente. Tendenza alla vita sedentaria.
- Intossicazione per accumulazione lenta di tossine di origine esterna
e di residui del metabolismo.
- Cattivo funzionamento del sistema immunitario con apparizione di una
reazione auto-immune che tende a distruggere prima una certa categoria
di neuroni e dopo altri tipi di cellule del corpo.
Le caratteristiche genetiche non dovrebbero essere considerate
come cause, ma come fattori di rischio, che influenzano la probabilità
di essere colpiti dalla malattia, e l’evoluzione di questa.
Eccesso di fattori di stress.
Un eccesso di fattori di stress, il cui effetto cumulativo supera i limiti
di adattamento e di resistenza dell’individuo, indebolisce le difese
ed il sistema immunitario.
In questo stato di debolezza, un agente patogeno esterno provoca un’infiammazione
in una zona poco protetta del corpo, ad esempio sul bulbo olfattivo o
sulla mucosa del sistema digestivo.
Non completamente eliminata, questa infezione lascia un focolare latente
durevole.
Con il tempo, questo focolare provoca una reazione auto-immune.
Certi linfociti sbagliano il bersaglio e distruggono cellule sane appartenenti
al organismo.
I seguenti fattori di stress possono giocare un ruolo
nell’inizio e nello sviluppo della malattia di Parkinson:
1. Fattori chimici: Monossido di carbonio CO
Ossidi di azoto
Ozono
Aria inquinata
Metalli pesanti (in particolare mercurio)
Insetticidi e pesticidi, altri prodotti per l’agricoltura.
Prodotti chimici diversi, solventi
Acqua potabile inquinata
Additivi alimentari
Farmaci, vaccini
2. Fattori fisici: Onde acustiche, infrasuoni, ultrasuoni
Vibrazioni meccaniche
Onde elettromagnetiche, microonde, onde radio
Radiazioni diverse, raggi cosmici, raggi X
Radioattività, luce intensa, infrarossi, ultravioletti
Elettricità
Calore, freddo, umidità
Variazioni brusche delle condizioni atmosferiche
Vento
Fattori geofisici
3. Fattori biologici: Ferite
Interventi chirurgici
Infiammazione
Infezione, virus, microbi, protozoi, prioni, agenti patogeni sconosciuti
Patologie diverse
4. Fattori psicologici: Evento traumatizzante, decesso
di un familiare, separazione,
divorzio, perdita dell’impiego, prepensionamento
Evento economico, situazione politica instabile
Problemi affettivi
Ansia, depressione
5. Fattori endogeni: Cattiva respirazione (respirazione
superficiale, apnea, ipopnea)
Postura non corretta
Insufficienza dell’esercizio fisico
Alimentazione sbagliata
Carenze alimentari
6. Fattori genetici Predisposizione ereditaria
Ogni paziente ha il proprio “menu” di fattori
di stress e questo spiega in parte differenti forme nelle quali si manifesta
la malattia.
Diversi fattori di stress possono essere stimolanti a bassa dose e pericolosi
al di sopra di un certo valore di soglia. Sembra che i fattori psicologici
sono presenti praticamente in tutti i casi di malattia di Parkinson e
che sono preponderanti in numerosi casi.
I fattori di stress endogeni come la respirazione superficiale,
la cattiva postura e la mancanza di esercizio fisico possono:
- Influenzare tutte le funzioni vitali
- Contribuire a diminuire l’ossigenazione del sangue ed in conseguenza
di tutto l’organismo
- Provocare una circolazione linfatica insufficiente
- Perturbare la corretta eliminazione degli scarti di metabolismo e delle
tossine di origine esterne assorbito attraverso la respirazione, l’alimentazione
e il contatto con la pelle.
- Indebolire il sistema immunitario
- Impedire una sano rilassamento
- Indebolire il sistema muscolare
Ansia e tendenza alla depressione
L’ansia è in parte responsabile della respirazione superficiale,
della tendenza alla vita sedentaria e della perdita di efficacia delle
difese immunitarie. L’ansia costituisce una delle cause primarie
per numerose persone con la malattia di Parkinson.
Tossine varie
L’evoluzione nei paesi industriali espone l’essere umano a
tutta una serie di prodotti chimici tossici che possono nuocere alla sua
salute e che possono rappresentare una delle cause della malattia di Parkinson.
Le nuove tecnologie utilizzate nell’agricoltura e nell’allevamento,
la consumazione sempre più frequente di cibi fabbricati dall’industria
che contengono numerosi additivi, l’inquinamento dell’aria,
dell’acqua e del suolo rappresentano fattori che si sommano ad altri
e che possono aumentare la probabilità di essere colpiti dalla
malattia di Parkinson.
Questi prodotti chimici contribuiscono anche ad accelerare l’evoluzione
della malattia e a compromettere la qualità della vita.
Nell’attesa che la medicina ufficiale sviluppi nuove strategie e
terapie orientate a lottare contro le cause della malattia, è opportuno
che i malati adottino precauzioni per rallentare l’evoluzione della
loro malattia e migliorare la loro qualità della vita.
Si tratta di utilizzare prodotti già esistenti sul mercato e di
adottare terapie di riabilitazione già conosciute
I numerosi prodotti chimici contro i quali il nostro corpo deve adattarsi
provocano una vera intossicazione progressiva per una parte della popolazione.
Gli effetti di tutti questi prodotti, particolarmente in piccole dosi,
sono ancora poco conosciuti. Gli Enti responsabili in diversi paesi e
le commissioni internazionali fissano limiti “tollerabili”
sulla base di compromessi tra le industrie che desiderano fabbricare o
utilizzare questi prodotti e gli ecologisti e organizzazioni di consumatori
che vogliono difendere la popolazione.
Ma questi limiti arbitrari non tengono conto degli effetti a lunga scadenza,
ancora sconosciuti.
Le conseguenze negative sulla salute sono certamente più gravi
di quanto generalmente viene ammesso .
Origine dei prodotti chimici nocivi per la salute
I rischi più importanti vengono dalla nostra alimentazione che
ha subito una grande evoluzione durante gli ultimi decenni.
L’evoluzione delle tecnologie nell’agricoltura e nell’allevamento
si traduce con una profonda modifica della composizione chimica degli
alimenti.
L’utilizzo sistematico di concimi chimici e di prodotti per la protezione
delle culture contro le intemperie ed i parassiti di tutti i tipi, l’inquinamento
dell’acqua utilizzata per l’irrigazione, l’impoverimento
del suolo, l’inquinamento del suolo con scarti dell’industria
hanno progressivamente modificato la composizione degli elementi necessari
alla crescita delle piante. Questo provoca carenze in vitamine, sali minerali,
oligo-elementi e la presenza di tracce di sostanze tossiche nella frutta
e verdura raccolte
Anche gli allevamenti di animali destinati al consumo hanno subito un’evoluzione
importante: non si nutrono più nei campi o nel cortile delle aziende
agricole, sono allevati in batterie e non mangiano più alimenti
naturali, ma mangimi preparati industrialmente.
Questi mangimi presentano gli stessi inconvenienti della frutta e della
verdura. D’altra parte per aumentare la produzione ed il profitto
e proteggere gli allevamenti contro rischi di epidemie, per economizzare
la manodopera si incorpora ai mangimi diversi additivi, vitamine, ormoni
per la crescita, antibiotici ecc…
La carne così ottenuta ha probabilmente un bell’aspetto ma
contribuisce ad intossicare il consumatore.
Il nostro modo di vivere moderno ci ha portato a consumare
sempre più alimenti elaborati dall’industria al posto di
alimenti provenienti dai produttori. L’industria alimentare ha tendenza
a curare la conservazione, l’aspetto, il sapore, la consistenza
dei prodotti, spesso a scapito delle qualità nutritive. Per ottimizzare
il profitto si cerca di economizzare sul prezzo delle materie prime e
si utilizza materie di seconda scelta la cui natura viene nascosta. Gli
alimenti forniti dall’industria si allontanano sempre di più
dai prodotti naturali, l’industria utilizza sempre di più
additivi di diverse categorie:
- I conservanti sono molecole che aiutano a proteggere gli alimenti
- Gli antiossidanti sono molecole che aiutano a proteggere gli alimenti
contro le reazioni di ossidazione che accelerano l’invecchiamento;
proteggono contro i radicali liberi.
- I regolatori di acidità
- I coloranti aggiungono artificialmente dei colori agli alimenti per
renderli più appetitosi.
- Gli edulcoranti conferiscono un sapore dolce a certi alimenti preparati
industrialmente
- Gli emulsionanti, addensanti, gelificanti, stabilizzanti servono a controllare
la consistenza e la stabilità degli alimenti fabbricati.
- Gli esaltatori di sapidità, imitano il sapore dei prodotti naturali.
Sono sostanze organiche che senza aver un sapore proprio pronunciato hanno
la capacità di rinforzare il sapore e/o l’odore dei prodotti
alimentari. Spesso ingannano il consumatore sulla qualità e la
composizione del prodotto.
Tutti questi additivi possono avere effetti nocivi sulla
salute. I valori limiti di concentrazione “accettabile” definite
dalle autorità competenti sono molto arbitrarie e non garantiscono
una protezione efficace della popolazione.
(Esempi di additivi alimentari tossici: nitrito di sodio,
nitrito di potassio, nitrato di potassio glutammato monopodico, acido
ortofosforico, aldeide formico, solfito di sodio, tartrazina, amaranto)
A parte i prodotti chimici che assorbiamo con l’alimentazione, siamo
esposti a prodotti chimici dispersi nell’ambiente che provocano
l’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Con la respirazione
assorbiamo tracce di prodotti utilizzati nell’agricoltura e nell’industria
e tracce di inquinanti provocate dal traffico.
L’utilizzo sempre più frequente di farmaci
introduce ugualmente nel corpo sostanze estranee che il nostro corpo non
è preparato ad assimilare, a distruggere o ad eliminare.
Le tossine. I radicali liberi. Lo stress ossidativo.
Le tossine sono delle sostanze fabbricate nel corpo o dei prodotti proveniente
dall’ambiente, entrati nell’organismo, che provocano delle
reazioni patologiche.
Per esempio, i pesticidi, i metalli pesanti provengono dalla nostra alimentazione
o da un’esposizione nell’ambiente agricolo. Certe tossine
provengano dalla degradazione di diversi tipi di farmaci ad esempio tutti
i farmaci della terapia farmacologica contro la malattia di Parkinson.
Questi scarti, se non sono correttamente eliminati, tendono ad avvelenare
a poco a poco l’insieme dell’organismo, a perturbare il sistema
immunitario, e contribuiscono alla formazione di reazioni auto-immuni.
Una categoria particolarmente importante di tossine è rappresentata
dai radicali liberi. Sono molecole molte reattive prodotte dall’ossigenazione
di altri elementi, fra l’altro grassi ossigenati, colesterolo e
molecole di proteine complesse. Normalmente il corpo riesce a difendersi
da questi radicali liberi con l’intervento di molecole antiossidanti.
Se la quantità di radicali liberi supera le possibilità
di neutralizzazione da parte degli antiossidanti, i radicali liberi possono
aggredire diversi tipi di cellule e provocare dei danni più o meno
importanti. Si tratta dello stress ossidativo che provoca l’invecchiamento
delle cellule. Quando l’insieme del sistema linfatico e del sistema
digestivo funziona normalmente, la maggior parte delle tossine è
drenata dal liquido interstiziale, parzialmente trasformata e distrutta
nel sistema linfatico ed i residui sono reintrodotti nella circolazione
sanguigna.
La loro eliminazione definitiva avviene per diverse vie attraverso il
fegato, i reni e l’intestino crasso.
Aggressione da un agente patogeno esterno.
Diverse malattie delle vie respiratorie possono infiammare il bulbo olfattivo.
Ad esempio raffreddore comune, influenza, rinite, sinusite, pertosse,
ecc.
Quando il sistema immunitario funziona normalmente, con una terapia adatta,
tutto si risolve e l’aggressione non ha conseguenze durevoli.
Se il sistema immunitario è indebolito per una causa qualsiasi,
la malattia può diventare cronica o almeno lasciare un focolaio
di infezione allo stato latente. L’agente patogeno esterno o le
infiammazioni da lui provocate possono allora provocare un’ infiammazione
delle cellule gliali. E’ l’inizio della degenerazione dei
neuroni nelle vicinanze.
La malattia di Parkinson può iniziare molto lentamente.
E’ probabile che l’ordine cronologico e l’importanza
relativa dei diversi aspetti della degenerazione varino da un paziente
all’altro, in funzione del menù dei fattori di stress e delle
capacità di difesa di ciascuno. Sono verosimilmente i punti più
deboli che cedono per primi. Questo spiega parzialmente le diverse varianti
della malattia.
Le stesse cause possono produrre effetti differenti in
funzione della loro importanza relativa, della capacità di difese
e delle particolarità del sistema immunitario individuale.
La respirazione e gli scambi tra il corpo e l’ambiente
Come ogni essere vivente, il corpo umano non può vivere isolato;
per vivere ha bisogno di scambi con l’ambiente, scambi di materia,
di energia, di informazioni.
L’apparato respiratorio costituisce una delle interfacce più
importanti tra il corpo umano e l’ambiente. L’apparato respiratorio
assicura gli scambi gassosi necessari all’ossigenazione
del sangue e di tutto l’organismo. D’altra parte elimina il
CO2 prodotto dalla combustione degli alimenti nelle cellule.
L’alimentazione fornisce al sistema digestivo le sostanze da trasformare.
Gli alimenti sono in gran parte costituiti da grosse molecole non direttamente
assimilabili dall’organismo.
Bruciando gli alimenti, il metabolismo delle cellule assicura la produzione
di energia, il suo stoccaggio e la fabbricazione di molecole necessarie
per la crescita, per la riproduzione e per il rinnovamento dei tessuti.
Per la produzione di energia, l’ossigeno brucia il glucosio ed una
parte dei grassi.
Per sintetizzare nuove molecole necessarie alla vita dell’organismo,
l’ossigeno scinde le proteine in molecole più semplici (polipeptidi,
peptidi, aminoacidi).
I grassi, sono divisi in acidi grassi ed in glicerolo.
Il metabolismo cellulare non produce solo molecole utili, ma produce anche
scarti endogeni, in parte tossici, che devono essere eliminati, perchè
altrimenti possono provocare diverse malattie (ad esempio cancro, malattia
di Parkinson, fibromialgia )
I liquidi nell’organismo
L’acqua rappresenta il 65% del peso totale di un adulto, i due terzi
del liquido corporeo si trovano all’interno delle cellule e costituiscono
il liquido intracellulare.
L’altro terzo chiamato liquido extracellulare comprende gli altri
liquidi. Circa l’80% del liquido extracellulare è costituito
dal liquido interstiziale (circa 10 litri) e 20 % di plasma sanguigno.
Il liquido interstiziale è situato nello spazio tra i capillari
sanguigni e le cellule.
Proviene dal sangue per filtrazione attraverso la membrana semipermeabile
dei capillari delle arterie. Ha una composizione vicina a quella del plasma
sanguigno ma è più povero in nutrimenti del sangue e più
ricco in scarti.
L’insieme delle cellule del corpo umano è bagnato dal liquido
interstiziale.
Le cellule prelevano da questo liquido gli alimenti e l’ossigeno
necessario a loro metabolismo, per la produzione e lo stoccaggio dell’energia,
per la riproduzione delle cellule e per il rinnovamento dei tessuti invece
rigettano l’anidride carbonica e gli scarti del loro metabolismo.
Il liquido interstiziale è costantemente in movimento lento in
tutto il corpo per garantire gli scambi necessari alla vita di tutte le
cellule. Una parte del liquido interstiziale è drenato dai capillari
venosi e viene reintegrata alla circolazione sanguigna. Ma il volume di
liquido assorbito dalle vene è inferiore al volume fornito dalle
arterie. D’altra parte il liquido interstiziale contiene grosse
molecole, cellule morte, microbi e i loro cadaveri, globuli di grassi,
microrganismi eventualmente cellule cancerogene e scarti diversi, le cui
dimensioni sono troppo grandi per poter essere drenati nei capillari delle
vene.
E’ il sistema linfatico che si incarica di drenare l’eccesso
di liquido interstiziale e di rimetterlo nella circolazione sanguigna,
mantenendo così costante il volume del sangue.
Il liquido così drenato prende il nome di linfa; è ricco
di globuli bianchi ma senza globuli rossi. Questo drenaggio avviene attraverso
i capillari linfatici più permeabili dei capillari venosi e capaci
di assorbire particelle più grossolane.
Questi capillari linfatici che nascono negli spazi interstiziali della
maggioranza dei tessuti si riuniscono in vasi e di seguito in collettori
linfatici che riportano il liquido drenato nella vena succlavia sinistra.
Esiste così una circolazione secondaria in parallelo con la circolazione
venosa.
Questo circuito linfatico non possiede una pompa in proprio per assicurare
la circolazione ma i vasi linfatici possiedono delle valvole che permettono
la circolazione solo in un senso. I vasi linfatici agiscono come una pompa
peristaltica che assicura la circolazione della linfa. Questo fenomeno
avviene sotto l’effetto dei movimenti degli organi vicini, dei movimenti
di tutto il corpo ed in particolare dei movimenti delle gambe durante
il cammino
ed a causa dei movimenti periodici delle viscere nell’addome provocati
dal movimento del diaframma.
I vasi linfatici agiscono come una pompa peristaltica e assicurano la
circolazione della linfa.
Il sistema immunitario. L’immunità
L’immunità può essere definita come l’insieme
dei meccanismi che permettono ad un organismo di riconoscere e di tollerare
quello che gli appartiene e di riconoscere e rigettare o distruggere quello
che è estraneo; le sostanze estranee, gli agenti patogeni ai quali
è esposto. In collaborazione con i diversi organismi e sistemi
del corpo, il sistema immunitario contribuisce ugualmente ad eliminare
gli scarti e le tossine provenienti dal metabolismo. I fenomeni biochimici
legati al sistema immunitario si producono in tutto il corpo.
La circolazione linfatica gioca un ruolo molto importante nella risposta
immunitaria dell’organismo contro le infezioni.
Una parte molto importante dei meccanismi di riconoscimento, di accettazione
o di rigetto di ciò che è proprio o estraneo si produce
nel sistema linfatico.
Se la circolazione linfatica è insufficiente certe tossine e certi
scarti del metabolismo si accumulano lentamente nel liquido interstiziale
provocando un’intossicazione progressiva delle cellule di tutto
l’organismo.
Le cellule non possono più avere i loro scambi in modo corretto.
Nelle persone con la malattia di Parkinson, la sindrome delle gambe senza
riposo, la frequente presenza di edemi nelle gambe e l’abbondante
seborrea sono segni caratteristici di una cattiva circolazione linfatica.
La pelle contribuisce ugualmente all’eliminazione di scarti e tossine.
E’ tipicamente il caso con la seborrea.
Si collegano sempre più spesso diverse malattie
all’incapacità del corpo di sbarazzarsi correttamente delle
tossine che contiene.
Gli organi del sistema immunitario.
Per adempiere alle sue funzioni il sistema immunitario utilizza diversi
organi specifici:
- Vasi e collettori linfatici
- Midollo osseo
- Timo
- Milza
- Tonsille
- Cisterna di Pecquet
- Linfonodi, che contengono una grande quantità di linfociti e
dove i linfociti si moltiplicano
- Diversi tipi di cellule specializzate, in particolare linfociti B e
T
- Diversi tipi di molecole
Il midollo osseo (midollo rosso degli ossi piatti) produce cellule staminali
“totipotenti” che possono trasformarsi in tutti i tipi di
cellule del sangue. Una parte di queste cellule staminali si trasforma
in linfociti B già nel midollo osseo.
Un'altra parte delle cellule staminali si trasforma in linfociti T nel
timo, organo situato dietro lo sterno. Nel movimento di insieme costante
del liquido interstiziale questi linfociti
passano nella circolazione linfatica. Lungo i vasi linfatici i linfociti
incontrano i linfonodi dove rimangono per maturare definitivamente ed
acquisire le loro proprietà specifiche che permettono di assicurare
la loro funzione.
I linfonodi filtrano la linfa, arrestano, distruggano o trasformano i
componenti anomali:
- Particelle inerti
- Macromolecole
- Microbi e i loro cadaveri
- Frammenti di cellule di corpi estranei
- Cellule degenerate, cellule morte o cancerogene
Dopo maturazione, specializzazione e selezione i linfociti ripassano nella
circolazione sanguigna e così possono raggiungere tutte le zone
dell’organismo.
Il riconoscimento ed il rigetto delle sostanze e delle
cellule da eliminare
Le particelle in sospensione nel liquido interstiziale vengono identificate
dalla presenza alla loro superficie di molecole particolari.
Nel caso di particelle da rigettare sono gli “antigeni” che
permettono il riconoscimento.
Certe cellule specializzate presentano ai linfociti T le sostanze o particelle
da eliminare che diventano così dei “bersagli”. I linfociti
diventano cellule specializzate per lottare contro un avversario ben definito.
Quando la presenza di un antigene particolare è segnalata, i linfociti
interessati si moltiplicano rapidamente e fabbricano grandi quantità
di molecole particolari, di “anticorpi” che sono proteine
chiamate “immunoglobuline” .
Durante il loro passaggio nella circolazione linfatica,
le tossine, gli scarti diversi e le cellule morte possono subire una distruzione
parziale da parte dei linfociti. Quello che rimane dopo reintroduzione
nella circolazione sanguigna viene eliminato definitivamente, principalmente
dal fegato, dai reni e dall’intestino crasso
Le conseguenze di una cattiva circolazione linfatica
Se la circolazione linfatica è troppo rallentata a causa di una
respirazione superficiale, con un debole movimento del diaframma, a causa
di una mancanza di movimento generale dovuto alla vita sedentaria o a
causa dell’insufficiente esercizio fisico, si possono produrre diverse
conseguenze:
· Se l’agente patogeno è un microbo o è un
virus la sua riproduzione e la sua moltiplicazione sono più rapide
della sua eliminazione. Si produce un’infezione.
· Se le sostanze da eliminare presentano una certa tossicità
per l’organismo, la loro accumulazione provoca un’intossicazione
· L’accumulo di sostanze estranee di origine esterna e/o
endogene, non eliminate, può provocare una reazione “auto-immune”
e iniziare una malattia dello stesso nome
Malattia di Parkinson e sistema immunitario
La molteplicità dei sintomi riscontrati nella malattia di Parkinson
permette di formulare l’ipotesi che si tratta di una combinazione
di diversi tipi di cause.
E’ verosimile che in una prima fase della malattia un’infezione
delle vie respiratorie o dell’intestino lascia un focolare latente(per
esempio, conseguenze di una malattia di infanzia mal curata).
A causa della cattiva circolazione linfatica dovuta alla respirazione
superficiale, si produce un’intossicazione dovuta all’accumulazione
progressiva di sostanze estranee al buon funzionamento dell’organismo.
Infine una reazione auto-immune provoca la degenerazione progressiva di
una certa categoria di neuroni.
Con l’evoluzione della malattia, differenti sistemi dell’organismo
sono perturbati ed i sintomi si moltiplicano.
In breve:
Le cause della malattia di Parkinson sono probabilmente multiple.
Esistono probabilmente diversi fenomeni interdipendenti che agiscono simultaneamente
in proporzione variabile, questo permette di spiegare le differenze rilevate
da un paziente all’altro. E’ dunque necessario considerare
l’origine della malattia di Parkinson e la sua evoluzione nella
loro globalità perché è illusorio trovare un semplice
rapporto di causa ad effetto.
· Presenza di un focolare di infezione anche all’età
latente
· Formazione di proteine anomale potenzialmente dannose per i neuroni
· Eccesso di radicali liberi e di insufficienza di antiossidanti
· Lenta accumulazione di tossine, di origine esterna ed endogene
e di scarti diversi nel liquido interstiziale, provocata da una cattiva
circolazione linfatica.
· Infiammazione delle cellule gliali vicine ai neuroni che producono
dopamina.
· Respirazione superficiale e insufficienza di movimento
· Cattiva respirazione cellulare a causa degli scarti e tossine
nel liquido interstiziale.
· Apparizione di una componente auto-immune
· Solo in certi casi, predisposizione genetica
più o meno pronunciata
Conseguenze terapeutiche
Poiché le cause della malattia di Parkinson sono multiple, è
evidente che la terapia farmacologica, attualmente praticata su larga
scala, non è sufficiente.
Può solo attenuare certi sintomi, non permette di guarire, né
di rallentare l’evoluzione della malattia, proteggendo l’organismo.
E’ indispensabile completarla in diversi modi:
- Identificare e lottare contro l’infezione latente con l’aiuto
di farmaci specifici
- Disintossicare l’insieme dell’organismo di preferenza con
prodotti naturali e con terapie fisiche
- Praticare linfodrenaggi per meglio eliminare le tossine(drenaggi manuali,
pressoterapia, massaggi)
- Rinforzare la circolazione linfatica con una rieducazione della respirazione,
con una correzione della postura e con un programma di esercizio fisico
appropriato, evitando la vita sedentaria.
- Rinforzare il sistema immunitario.
- Proteggersi contro le tossine dovute all’ambiente inquinato
- Scegliere un’alimentazione ricca di frutti e verdure, contenenti
vitamine, polifenoli e carotenoidi.
- Sorvegliare l’alimentazione dando la preferenza ad alimenti provenienti
da allevamenti e coltivazioni garantite “biologiche” evitando
tutti gli alimenti che possono accelerare l’invecchiamento
- Integrare l’alimentazione con micronutrienti antiossidanti di
origine vegetale e di prodotti che rinforzano il sistema immunitario per
aiutare il corpo a disintossicarsi (Aloe Vera, Lapacho, Papaya fermentata
, acido alfa lipoico…).
Occorre convincere il paziente ad adottare nuove abitudini
di vita per diminuire l’esposizione ai diversi fattori di stress,
e praticare metodi di rilassamento.
L’insieme dello sforzo terapeutico globale avrà
un massimo di efficacia se iniziato immediatamente dopo la diagnosi.
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